Bistrita – città sassone risalente al 1206

 

Quando si arriva a Bistrita si rimane sbalorditi dalla bellezza di questa straordinaria città. A circondarla c’è la natura incontaminata, le verdi colline transilvane con la sua foresta. Ma Bistrița è inoltre famosa per essere un luogo ricco di cultura, arte e storia. Ospita infatti molti edifici monumentali che ammaliano i suoi visitatori. La città ha origini antichissime, e il primo documento dove compare il suo nome è del 1241 d.C. e fa riferimento all’invasione da parte dei mongoli che nel 1241 e 1242 distrusse gran parte del Regno d’Ungheria. Dopo l’invasione molte città della Transilvania vennero fortificate e queste fortificazioni permisero difesa e quindi sviluppo economico e sociale entro le mura. A questo periodo risalgono dunque le cosiddette chiese fortificate transilvane, monumenti UNESCO, protette da mura spesse e alte. La rapida espansione delle città popolate da sassoni ha conferito alla Transilvania il nome latino di Septem Castra (Sette Cittadelle), che si riferiva alle sette città fortificate di questa regione: Sibiu, Sebeș, Sighișoara, Mediaș, Brașov, Cluj e Bistrița.

Durante la prima invasione mongola del 1241 la città si chiamava Nosa e questa città, in seguito a quest’invasione subì ingenti perdite. Dopo questo evento drammatico la località venne velocemente ricostruita e riuscì a resistere alla seconda invasione mongola del 1285, per il fatto di esser stata, nel frattempo, fortificata.

Dal punto di vista geografico, il comune di Bistrița si trova a nord-est dell’Altopiano della Transilvania, nella cosiddetta Depressione di Bistrița, a circa 360 metri d’altitudine, ed è attraversata dal fiume Bistrița, da cui prese il nome.

Bistrița giova della sua particolare conformazione urbanistica per il fatto di essere stata colonizzata dai sassoni durante il medioevo, ma di una particolare conformazione fisica per il fatto di essere sorta in un’area ricca di risorse naturali. Durante il Medioevo gli abitanti della città, che erano sassoni, godevano di molte libertà e di aiuti economici da parte della Corona Ungherese, (a loro era infatti riservato uno statuto economico e sociale privilegiato) così l’urbanistica è tipicamente sassone, e la città divenne fiorente economicamente e culturalmente. La città si sviluppò rapidamente, diventando un importante centro commerciale ed artigianale. Nel tempo, infatti, lo sviluppo e l’evoluzione urbanistica di Bistrița presentano numerose similitudini planimetriche con le città del Nord Europa, entro lo spazio di colonizzazione tedesca. Un sistema di strade tracciate in modo rigoroso convergono verso la Piazza Centrale, una piazza rettangolare, quasi quadrata, con due strade longitudinali di cui una sola è dominante.

Fu nel 1465 che Bistrița divenne una città fortificata, con una prima cinta muraria fornita da 13 torri e un bastione, e in un momento successivo però, dopo 50 anni, venne innalzata anche una seconda cinta muraria, con altre torri e attorniata da un canale pieno d’acqua, (acqua derivante dal fiume Bistrita) molto profondo. Sempre in questo secolo si è provveduto a demolire gli edifici in legno della città per ricostruirli in pietra, e questa ricostruzione fu una delle più importanti ed ampie ricostruzioni dell’epoca in Romania. Nel ‘500 tutte le costruzioni erano in pietra e la città tocca il suo apogeo per quanto riguarda lo sviluppo urbanistico all’interno delle mura: essa cresce rapidamente dal punto di vista economico, edilizio, sociale e culturale.

Nell’arco dell’800 avvenimenti importanti, come la demolizione delle cinte murarie e i moti rivoluzionari del ’48 (quando Bistrita diventa un vero e proprio campo di battaglia tra le truppe austriache ed ungheresi), cambiano completamente il volto della città. Le modifiche saranno ulteriori e persino più drastiche durante il ‘900, dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando l’area più esterna della città vedrà il nascere di nuove unità industriali.

Bistrita è comune dal 1979 e ospita circa 75.000 persone e conserva ben 54 monumenti storici, alcuni siti archeologici e complessi scultorei di interesse nazionale ed internazionale.

L’architettura di Bistrița è molto particolare, infatti ospita molti palazzi gotici e rinascimentali, ma che avevano funzioni militari e difensive poiché Bistrița, per tutto il lungo medioevo, si è trovata in prima linea nei conflitti bellici.

Questa città è particolarmente interessante per i turisti italiani poiché un artista di Lugano lavorò alla chiesa evangelica che si trova in centro città. Si tratta di Petrus Italus, che costruì il campanile in pietra più alto di tutta la Romania e che modificò la basilica inserendo elementi rinascimentali. Nel ’500, invece, Andrea Gromo descrisse Bistrița come una città bella, ricca, popolosa e potente, con strade diritte e con ruscelli che scorrono attraverso la città e che sono molto utili ai suoi abitanti, e dirà che Bistrita è in assoluto la città più bella ed affascinante tra tutte le città da lui visitate. Questo luogo di culto evangelico fu costruito dopo il 1200 e rappresenta l’edificio più importante a livello artistico ed architettonico, con il suo campanile alto ben 75 metri. L’italiano Giovanni Bottero (contemporaneo ad Andrea Gromo) invece è noto qui a Bistrița perché, una volta giunto in questa città, in pellegrinaggio, fece la seguente affermazione: “Di tutta la Transilvania Sibiu è la città più grande, Cluj la più popolata, mentre Bistrița è la più bella”.

A Bistrița fu realizzata inoltre, in tempi molto antichi, una farmacia chiamata “L’aquila nera”, una delle prime farmacie della Romania, che però, nel 1516, venne distrutta da un incendio.

Un altro monumento importante dal punto di vista storico e culturale è la casa di Giovanni Il Pietraio, la casa più antica della città, oggi in stile rinascimentale, ma la cui costruzione venne iniziata nel 1500 in stile gotico. Quest’edificio è, per l’armonia delle proporzioni e per la sobrietà degli elementi decorativi, uno dei monumenti più rappresentativi dell’architettura gotica della Transilvania. Il primo proprietario di questa casa fu Andreas Beuchel, mentre nel 1538 passa a Giovanni Lapicida, noto con il soprannome di Giovanni Il Pietraio poiché fu un talentuoso artigiano, lavoratore della pietra, sassone, che lavorò in Moldavia durante il principato di Petru Rareș. L’edificio ha subito nel tempo diverse modifiche, finché oggi è un edificio con evidenti elementi rinascimentali transilvani. Il palazzo è unico in Europa perché fu la prima casa che vide il passaggio (in seguito alle sue varie modifiche) dallo stile tardo-gotico allo stile rinascimentale.

Oltre alla casa di Giovanni Il Pietraio si può ammirare, in questa cittadina, anche la casa dell’Argentiere, un edificio di circa 5 secoli fa, anch’esso in stile rinascimentale. Il monumento risale agli inizi del ‘500 e si tratta della casa di un grande maestro ed artista, lavoratore di metalli preziosi, che abbellì lui stesso la facciata di casa sua negli anni ’60 del ‘500 seguendo il progetto dell’architetto svizzero che disegnò delle fantastiche cornici in pietra in stile rinascimentale.

LA BASILICA ANGLICANA

La chiesa, inizialmente una basilica romanica a tre navate e con due torri-campanile ad ovest, venne ampliata e trasformata nella seconda metà del ‘400, diventando una grande chiesa gotica ad ala, con una torre posizionata all’angolo nord-ovest, che svolgeva il ruolo di torre di difesa e di supervisione. Questa torre fu costruita a cavallo tra il secolo ‘400 e ‘500 in stile gotico, ma con elementi rinascimentali. La torre fu terminata nel 1519. Dopo quel periodo la chiesa subì un ulteriore modifica diventando una bella basilica in stile rinascimentale grazie agli interventi di Petrus Italus da Lugano negli anni ’60 del ‘500.

Un altro edificio che merita di essere visto a Bistrita si chiama Sugalete e si tratta di 13 edifici rinascimentali transilvani che risalgono al ‘300 e al ‘400. Le Sugalete sono costituite da più edifici a più piani legati tra loro tramite entrate spaziose che formano delle gallerie coperte con volte e sostenute da pilastri.

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