Brasov – la più bella città medievale

Brasov

Brasov è la seconda città della Romania per numero di abitanti, che sono circa 353.000. Si trova in Transilvania ed il suo centro è dominata dal monte Tâmpa alto 960 metri. Brașov ha conservato, nel passare degli anni, il suo pittoresco aspetto medievale ed è rimasta immune al grande sviluppo industriale degli ultimi decenni. Le industrie meccanica e tessile si trovano ben lontane dalla città e la sua posizione ottimale, oltre alle numerose attrattive naturalistiche, artistiche e architettoniche, fa di Brașov un’importante località turistica e una città molto amata dai romeni e dai turisti.

La regione, abitata dai Daci, fu romanizzata nel 106 d.C. In seguito alla ritirata di Aureliano, nel 274 d.C. la Transilvania fu invasa da comunità tribali particolarmente feroci, come i Cumani e i Peceneghi, più tardi, nel VII secolo, dagli Slavi e infine, nel IX secolo, dagli Ungheresi. Ma nel XIII secolo arrivarono i Sassoni, al seguito dei Cavalieri Teutonici chiamati da Andrea II d’Ungheria, e ai Sassoni si deve la costruzione della prima fortezza (Brassoviaburg). Per resistere alle ondane dei tatari e dei turchi i Sassoni provvidero a fortificare la città, cingendola con delle spesse ed alte mura. Nel ‘500 Brașov divenne la città più grande della Transilvania, ed il maggior centro culturale della Romania. Né le minacce turche né l’invasione austriaca del secolo successivo, riuscirono a limitare la sua crescita economica. Anzi, sotto l’impero austro-ungarico la città, crebbe ulteriormente tanto a livello economico, quando a livello culturale. Brașov fu inoltre risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e si è quindi conservata perfettamente. Fino agli anni Settanta ospitava una numerosa comunità di persone di lingua tedesca, oggi ridotta in seguito alle politiche di Ceaușescu, che costrinse parecchie di queste persone ad emigrare in Germania.

Una delle strade più interessanti di Brașov si chiama Bulevardul Eroilor e questo viale è noto soprattutto perché ospita il Museo d’Arte, un museo bellissimo che custodisce opere di oreficeria transilvana, pitture e sculture di grandissimi artisti romeni dell’epoca moderna, come Grigorescu e Jalea, ma anche costumi popolari, rigorosamente lavorati a mano, tappeti di Bârsa, ed oggetti artigianali sassoni.

Un’altra via da percorrere è senz’altro la Strada della Repubblica, chiusa al traffico, in pieno centro storico, fiancheggiate da edifici magnifici, restaurati di recente, con facciate dalle tinte pastello. Obiettivi turistici che meritano di essere visitati sono: la lapide commemorativa di Gheorghe Barițiu, uomo politico e giornalista che visse nel XIX secolo e la casa di Gheorghe Nica, dove nel 1848, si riunirono i cospiratori antiasburgici della città. Anche il Monastero dei Francescani attira una certa attenzione, essendo un edificio barocco del ‘600, ma che presenta affascinanti decorazioni gotiche sul portone principale.

La Piazza del Consiglio, anch’essa chiusa al traffico, è un piacevole luogo di ritrovo e di sosta, con la sua fontana moderna e le sue belle aiuole. In questa piazza vediamo la Casa del Consiglio, del ‘400, ma con una raffinata loggia della fine del ‘700.  Quest’edificio è importante a livello storico poiché fu la sede della corporazione dei pellicciai.

Del ‘500 è invece la Torre di Guardia, poderosa e alta quasi 50 metri. La torre presenta elementi gotici, barocchi e rinascimentali. Qui, nel 1600, Michele Il Bravo vi riunì la Dieta di Transilvania che si concluse con la proclamazione dell’unione dei tre principati romeni. Nel 1848, invece, questa torre vide il realizzarsi di un altro evento importante, destinato a passare alla storia, e cioè la chiamata del popolo romeno, da parte dei rappresentanti del movimento rivoluzionario, a rivoltarsi contro l’impero austro-ungarico. Oggi la torre ospita il Museo di Storia, con oggetti del paleolitico e del neolitico, ma anche oggetti appartenenti alla civiltà dacica, documenti appartenenti alle corporazioni e ai mercanti di Brașov, alla prima tipografia e alla prima scuola romena della città, che risalgono al ‘500.

Nella Piazza del Consiglio è presente anche la Casa dei Mercanti, anch’essa del XVI secolo, che fu per tanti anni la sede degli artigiani e dei commercianti di Brașov. Sotto i portici della Strada Hirscher si trovavano botteghe e magazzini. Qui vicino è presente anche la costruzione che ospitava la prima farmacia della città, del ‘500, e la seconda della Romania.

Ma l’edificio più visitato, ammirato e apprezzato di Brasov è La Chiesa Nera, gotica, imponente e meravigliosa. L’inizio della sua costruzione risale al 1383, ma fu terminata solo circa 100 anni dopo. Arsa esternamente in un incendio nel 1689, la Chiesa, da quel momento, a causa delle pareti annerite, fu chiamata Chiesa Nera. Questo luogo di culto, inizialmente cattolico, successivamente evangelico, ha dimensioni enormi, è infatti la più grande chiesa del Paese e una delle più grandi dell’Est Europa. Internamente custodisce una fantastica collezione di tappeti orientali, provenienti dall’Anatolia. Consigliamo dunque la visita all’interno, anche per il grandioso organo che si trova sopra il coro. Un organo enorme, completamente meccanico, realizzato nell’800 e formato da 4000 tubi. Accanto alla chiesa, l’affascinante statua della fine del XIX secolo, che ritrae Honterus. Quest’opera è di Magnussen, uno scultore tedesco.

Ma Brașov è famosa anche per i resti delle sue antiche fortificazioni, che risalgono al 1300 e al 1400, e che la resero una delle città meglio fortificate della regione. Le mura erano alte 12 metri e spesse più di 2 metri. Erano dunque molto difficili da abbattere e ciò era necessario per una regione costantemente minacciata dalla presenta turca e tatara. Da vedere sono Poarta Schei e Poarta Ecaterina, e, se si ha altro tempo, la serie di bastioni e torri che sono rimaste in piedi: il Bastione dei Fabbri, la Torre dei Macellai, il Bastione della Porta, la Torre Nera e quella Bianca.

Il tour di solito termina alla Piazza dell’Unione, interessante per la presenza della prima scuola in lingua romena della città, della fine del ‘500, vicino alla Chiesa di San Nicola, in tipico stile valacco o brancoviano, risalente alla fine del ‘400. Vi consigliamo inoltre di visitare la Casa di Ioan Barac, che è stata l’abitazione di questo grande insegnante, scrittore, giornalista e traduttore romeno, uomo di una cultura vastissima, che dedicò la sua vita alla traduzione dei grandi Shakespeare e Gessner. Per ammirare gli affreschi di talentuosi pittori locali, come Costantin Lecca e di Mișu Poppi, è invece necessario entrare nella straordinaria Chiesa della Santissima Trinità, della fine dell’800.

 

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