Il Castello di Bran – la fortezza più famosa e visitata della Transilvania

Bran Castle

Bran Castle

Inizialmente il castello di Bran (in lingua slava “brana” che significa “cancello”) è stato una fortezza costruita dall’Ordine dei Cavalieri Teutonici nel 1212, e fu conquistato dai sassoni verso la fine del 1200.

Il primo documento dove compare il nome del castello è del 1377 quando i cittadini di Brasov hanno ricevuto, da parte di Ludovico Primo D’Angiò, il diritto di innalzare una cittadella al posto dell’ex fortezza. Poi, tra il 1419 e il 1624, Il Re Sigismondo divenne proprietario del castello.

Verso la fine del 1400, sotto il dominio di Iancu di Huneadoara, il castello è diventato parte del principato di Transilvania.

Il 1 dicembre del 1920 il castello di Bran venne donato alla Regina Maria, in segno di riconoscenza da parte della città di Brasov per il suo contributo alla Grande Unione del 1918. Successivamente, dal 1924 al 1929, il castello ha attraversato una lunga fase di restaurazione, i cui lavori furono seguiti dall’architetto Karel Liman, lo stesso che progettò il castello Pelișor, le torri del Castello Peleș, e che lavorò anche al Palazzo Cotroceni di Bucarest. L’architetto della famiglia reale concepì il castello come una residenza estiva, e dotò il castello di acqua corrente da un pozzo scavato nella roccia, profondo circa 60 metri e illuminato da una centrale elettrica con la turbina. Grazie a questa centrale elettrica furono poi illuminati, nel 1932, i villaggi di Bran, Simon e Moeciu, mentre nel 1938 la Regina Maria lascia il castello in eredità alla principessa Ileana, di cui sarà proprietaria fino al 1948.

Dopo l’abdicazione del Re Mihai I e la neutralizzazione della Casa Reale, il Castello è entrato in proprietà della Stato, per finire abbandonato e devastato. Solo nel 1956 è stato sistemato e restaurato per ospitare un museo di storia e d’arte medievale. Dal 1987 al 1993 il castello è stato nuovamente restaurato.

Nel 2006 il castello è stato retrocesso a Dominic d’Asburgo, figlio della Principessa Ileana, ma nell’inverno del 2007 il nuovo proprietario l’ha messo in vendita. Il consiglio provinciale di Brasov ha dimostrato la volontà di acquistarlo e il proprietario ha chiesto il prezzo di 60 milioni di euro, ma in seguito ad un’indagine si è scoperto che la retrocessione a Dominic I d’Asburgo non sarebbe avvenuta rispettando tutte le previsioni legislative risultando quindi irregolare. Il castello passerà regolarmente ed ufficialmente al figlio della principessa Ileana solo il 1 giugno del 2009.

Dopo che il ministero della cultura ha deciso di ritirare la gran parte degli oggetti dal castello, questi sono stati sostituiti da oggetti e mobili che hanno appartenuto alla famiglia degli Arburgo. Quindi, ora, possiamo ammirare, all’interno del castello: la corona, lo scettro ed il pugnale d’argento che ha appartenuto al Re Ferdinando, una fotografia-ritratto della Principessa Ileana con la sua firma, alcuni mobili di antiquariato.

All’interno del castello è stata inoltre creata la stanza Bran Stocker, dove è presentata la leggenda di Vlad L’Impalatore, noto con il nome di Dracula, e il mito del conte sanguinario.

Nel cortile del castello si trova un museo del villaggio che presenta la vita dei contadini della zona, il loro lavoro quotidiano e le tradizioni che hanno saputo conservare nel tempo, nella zona di Rucar-Bran.

Durante la festa di Halloween il castello Bran è la destinazione preferita dei turisti americani ed inglesi.

La rivista americana Forbes ha classificato il castello Bran al secondo posto tra le proprietà più costose del mondo, avendo il valore di 140 milioni di dollari.

Colui che ha dato fama e notorietà al castello associato a Dracula è stato lo scrittore Bram Stocker, che pubblicò, nel 1897, a Londra, il romanzo “Dracula, il vampiro dei Carpazi”. Il libro, anche se considerato mediocre dai critici letterari, ha avuto moltissimo successo tra i lettori, tanto che fino al 1903 ne furono pubblicate ben 6 edizioni. D’altra parte Stocker non aveva stabilito con esattezza il luogo in cui si trovava il castello del suo romanzo, ma alcuni storici sostennero che si sarebbe trattato della Ragione del Bargau, una via di passaggio che unisce la Transilvania alla Moldavia. Comunque, una sola è la certezza: grazie a questo romanzo e alla trasposizioni sulla grande schermo, si è creata un’associazione molto forte tra Dracula, il castello Bran e la Transilvania.

Di fatto, la leggenda del conte sanguinario, soprannominato Dracula, è stata associata al principe Vlad L’Impalatore nell’800 e nel ‘900 perché il principe romeno era noto per essere un personaggio spietato  con tutti coloro i quali provavano a non rispettare la legge, con i criminali, con chi non lavorava, con chi mendicava, con i ladri e con le moglie che compivano atti di adulterio. Quindi, Vlad III di Valacchia, non era crudele solo con i suoi nemici, ma anche con i suoi cittadini. La punizione consisteva nella tortura e nell’omicidio tramite l’impalamento.

Nel 1431 Sigismondo di Lussemburgo fece diventare il padre di Vlad L’Impalatore, dell’ordine del Dragone, un ordine cavalleresco che era dedito alle lotte contro i turchi, e il simbolo del dragone, associato al simbolo del diavolo, contribuì a rafforzare la leggenda del conte sanguinario e crudele. Sembra infatti che il nome Dracula derivi proprio da questo fatto.

Le stanze del castello sono: la camera delle guardie, al piano terra, con il tipico camino romeno e la cronistica del castello accompagnata da immagini del castello tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, e con fotografie della famiglia reale; il vestibolo, con un bellissimo altorilievo in stile gotico; la sala da pranzo, con mobili neorinascimentali francesi abbelliti da elementi antropomorfi, l’appartamento della Regina Maria, al primo piano, con un armadio rustico della fine dell’Ottocento, e un baule dell’impero austro-ungarico, un cassone di rovere, una cassa abbellita in rame, sulla stufa una teiera dell’Ottocento, sempre in rame, un tabernacolo in stile barocco e delle fotografie delle stanze nel periodo reale; la camera da letto della Regina Maria, decorata in stile neo-romeno, con oggetti artistici del Novecento e orientali, e oggetti artistici popolari romeni, un tappeto valacco, una lampada a petrolio e oggetti religiosi, il letto è addobbato con cuscini di broccato e ricoperto con un copriletto ricamato del periodo interbellico; la camera di passaggio che era la toeletta della Regina Maria, con un armadio olandese scolpito con motivi zoomorfi, vegetali e antropomorfi, un vassoio dorato e un tavolo a 5 gambe, e un lampadario del ‘900; la sala dei castellani, è invece una sala gotica, ed era la cappella della rocca, poi, nel 1920 divenne, per volere della regina, un salotto giallo, per leggere e fare colazione, si chiamava così perché aveva tappeti e tende gialle, e il copridivano era anch’esso giallo decorato con tulipani di color prugna, il tavolo è del Seicento; il grande salotto della regina Maria, con mobili dell’800 in stile barocco. Al secondo piano si trova invece l’appartamento del re Ferdinando, che fu sistemato dopo il 1920, anche se il sovrano non alloggiò mai qui, preferendo altre residenze, si limitò quindi a visitare il castello, ma non ci volle mai risiedere, nemmeno per brevi periodi.

 

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