IL CASTELLO PELES – una delle più belle residenze reali d’Europa

 

Peles Castle

Peles Castle

Il castello Peles è stato costruito tra il 1873 e il 1883, per subire poi ulteriori modifiche, l’ultima avvenuta nel 1914. In occasione della sua inaugurazione, la famiglia reale organizzò una giornata di sfarzosi balli a Sinaia, località che lo ospita. L’edificazione di questo gioiello architettonico si deve al Re Carlo 1 di Romania che, nel 1866 arrivò dalla Germania, poiché si tratta di un re tedesco, noto come Carol de Hohenzollern, che, in seguito ad un plebiscito, raggiunse la Romania per diventare sovrano di questo paese, ma dovette viaggiare in treno e di nascosto, poiché a quell’epoca la Germania era in guerra con l’Austria. Noto per essere uno dei generali e combattenti migliori d’Europa, avendo studiato alla prestigiosa scuola d’artiglieria di Berlino, e per il suo atteggiamento austero, il Re, una volta giunto nella vallea di Prahova si innamorò di questo luogo circondato dal verde della foresta, della natura incontaminata, della tranquillità e dell’aria fresca, tanto che, ben presto, acquistò ben 1300 chilometri quadrati di terreno. Questo spazio prenderà il nome di Tenuta Reale di Sinaia e in questa tenuta il Re Carlo e la Regina Elisabetta decisero di innalzare il loro castello, che di lì a poco sarebbe diventato la loro residenza estiva. Ma oltre al castello, che ha più le sembianze di un vero e proprio palazzo, i regnanti vollero far costruire anche altri edifici: il palazzo sede dell’economato, la villa Foișor, dove abiteranno durante la costruzione del castello, le scuderie reali, e una centrale elettrica. Il castello Peleș è noto per lo sfarzo delle sue decorazioni, ma anche per esser stato il primo castello al mondo completamente alimentato da energia elettrica prodotta in loco. L’imponente edificio fu progettato in seguito ad un concorso indetto dal re, che fu vinto da Johannes Schultz, un architetto tedesco che vinse poiché il progetto che presentò ai regnanti era molto originale, e ben si armonizzava ai gusti del sovrano. Schultz pensò infatti di realizzare una sorta di palazzo sontuoso in stile alpino, con la presenza di elementi architettonici provenienti dai vari stili europei, e non creò quindi un castello omogeneo dal punto di vista stilistico, ma anzi, un castello eclettico, sulle cui pareti esterne ed interne erano riconoscibili elementi differenti dove, ad esempio, l’eleganza rinascimentale italiana si mischiava con l’estetica bavarese ed elementi delle costruzioni alpine, che rimandavano al gotico. Definire dunque il castello in un unico stile neorinascimentale tedesco è dunque impreciso, anche se il neorinascimentale germanico è indubbiamente lo stile architettonico predominante, essendo l’architetto un tedesco ed essendo il sovrano un membro del casato Hohenzollern Sigmaringen.  Una volta scomparso l’architetto Schultz, i lavori furono proseguiti da un altro architetto, Carol Benesch, e tra il 1893 e il 1914 il castello vide l’aggiunta delle torri, progettate invece dall’architetto Karel Liman, molto talentuoso, e che progettò anche la famosa torre centrale alta ben 66 metri e che rappresenta l’elemento più alto dell’edificio reale. La villa Sipot fu costruita successivamente, assieme all’altro edificio reale, il Castello Pelișor, che rappresenta un regalo del sovrano per il suo erede e nipote Ferdinando e la futura Regina Maria di Sassonia, che governeranno la Romania negli anni della sanguinosa Prima Guerra Mondiale. Sia la villa Sipot sia il castello Pelișor sia le torri del castello Peleș sono stati progettati da Karel Liman. Alla costruzione del castello Peleș lavorarono ben 400 persone, di nazionalità diverse: italiani, francesi, albanesi, romeni, greci, tedeschi, ungheresi, turchi, polacchi, cecoslovacchi e persone di etnia rom. Durante la guerra d’indipendenza del 1877, combattuta e vinta dal Re Carlo I di Romania contro gli ottomani, i lavori dovettero rallentare, finché fu terminato e poi inaugurato il 7 ottobre del 1883. In quest’edificio lussuoso nacque il Re Carlo II e da questo momento il castello verrà chiamato “la culla della dinastia e la culla della nazione”.

Lo stile architettonico del castello è una miscela di elementi romantici, neorinascimentali e neogotici, simili ad alcuni castelli della Baviera. L’influenza sassone si può scorgere sulle facciate del cortile interno, che sono dipinte a mano, e che ricordano l’architettura alpina. Interessanti sono anche le decorazioni delle pareti interne, poiché sono negli stili più vari e si ispirano a diverse città europee. Straordinari sono inoltre i legni intagliati e i tessuti, che sono molto raffinati e costosi. La superficie su cui poggia il castello è di ben 3200 mq e contiene, al suo interno, più di 160 stanze, abbellite secondo diversi temi e rifacendosi a diversi luoghi e stili. Ci sono biblioteche, uffici, armerie, gallerie d’arte, teatri e gli stili delle stanze sono diversi: fiorentino, turco, arabo, francese, imperiale. Ogni stanza è sfarzosa, lussuosamente ornata e abbellita dettagliatamente.

 

Nel 1947 il Re Michele fu obbligato ad abdicare sotto la pressione esercitata dai comunisti che, in quello stesso anno, presero il potere del Paese. Il regime comunista sequestrò i beni della famiglia reale, inclusa la tenuta di Sinaia, ed il castello Peleș divenne un obiettivo turistico. Mentre divenne museo nel 1953. A Nicolae Ceaușescu, che divenne segretario del partito comunista romeno nel 1965, il castello non piaceva, infatti lo visitò raramente e negli anni ’80 alcune parti lignee furono infestate da un parassita piuttosto aggressivo. Tra il 1975 e il 1990 il castello rimase chiuso al pubblico. Le uniche persone accettate all’interno erano coloro i quali si occupavano della manutenzione e il personale militare. Dopo la caduta del regime, nel 1990 i castelli Peleș e Pelișor tornarono aperti al pubblico e gli altri edifici annessi sono oggi hotel o ville turistiche. Nel 2006 il castello è stato restituito al Re Michele I e da questo momento viene affittato dalla famiglia reale allo Stato romeno. Ogni anno questo museo ospita circa mezzo milione di turisti. Nel corso della storia ha ospitato diverse personalità di rilievo: il compositore George Enescu, spesso invitato dalla regina Elisabetta, lo scrittore e traduttore Vasile Alecsandri, ma anche stranieri come Nixon, Ford, Gheddafi, e Arafat. L’esterno del castello è servito per rappresentare l’ambientazione del film americano intitolato The Brothers Bloom, e apparendo come la casa di una signora miliardaria del New Jersey. Ci sono 30 bagni. Nel castello si trovano bellissime collezioni d’arte orientale, armi e armature, dipinti, statue, arazzi e tappeti di valore. Le armi e le armature sono in totale 4000, e tra queste ci sono sia armi da guerra, sia armi da caccia. Le pelli sono di Cordoba. L’arte più bella però si può ammirare sulle vetrate, che sono dipinte manualmente. La statua del re Carlo I che si trova di fronte all’ingresso principale è opera dello scultore italiano Raffaello Romanelli, il quale eseguì anche le terrazze del giardino rinascimentale utilizzando marmo di Carrara.  Nei giardini troviamo anche fontane, scale, leoni, sentieri in marmo.

Le stanze principali che vi consigliamo di visitare sono: il salone d’onore, del 1911, altra opera di Karel Liman, che occupa tre piani e le cui pareti presentano legno di noce intagliato dall’austriaco Ludwig. Il soffitto in vetro è mobile, e si apre se azionato grazie alla presenza di un motore elettrico; la suite imperiale che fu arredata in stile barocco austriaco poco prima dell’arrivo di Francesco Giuseppe I in visita al castello in quanto amico della famiglia reale; la grande armeria, dove si trovano 1600 armi ed armature sia da caccia sia da guerra, tra il 1300 e il 1800, e alcuni pezzi usati dal Re Carlo I durante la guerra d’indipendenza, qui potete ammirare lance, alabarde, fucili, pistole, asce, balestre, spade e sciabole; la piccola armeria con armi orientali e armature in oro, argento e pietre preziose; la biblioteca, in stile rinascimentale tedesco, le cui pareti sono rivestite completamente in legno di noce; la sala del consiglio, con vetrate inglesi del 1500 e del 1600; la sala da pranzo, in stile bretone del 1600, con meravigliosi pezzi di argenteria; il teatrino, con 60 posti a sedere e con il palco reale, con pitture murali di Martsch Frantz e Gustav Klimt, decorato in stile Luigi XVI; la sala fiorentina, in stile rinascimentale toscano, con mobili antichi italiani e le porte in bronzo realizzate a Roma presso l’atelier di Luigi Magni, il camino in marmo che presenta motivi michelangioleschi, opera di Paunazio; il salone moresco, con elementi nord africani ed ispanici in stile moresco, rivestito in pelle di Cordoba, con tappeti ottomani, con una fontana interna, marmorea, e armi e armature orientali; il salone turco, allestito come salone ottomano, con tappeti turchi e oggetti in rame persiani o originari dall’Anatolia, usato come sala fumatori, le pareti sono ricoperte in seta lavorata a mano a Vienna.

E’ infine singolare il fatto che il re e la regina abbiano condiviso la camera da letto.

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