Il Monastero Moldovita – un gioiello unico in Europa

Moldovita Bucovina

Il monastero Moldovita è stato fondato nell’arco del ‘300 da Alessandro Il Buono e rifondato, successivamente, agli inizi del ‘500, dal voivoda Petru Rareș. L’edificio è fortificato, infatti è attorniato da un muro di difesa spesso poco più di un metro e alto 5 metri. Originariamente le mura ospitavano cinque torri, di cui oggi se ne sono conservate tre. Questo complesso religioso ospita oggi una comunità di monache, comunità dunque interamente femminile. La chiesa, in stile moldavo, e quindi presentando elementi bizantini e gotici, presenta tuttavia anche alcuni elementi di novità ed originalità: sopra al naos è presente una torre, il nartece è aperto da tre arcate.

Le porte e le finestre sono gotiche, come nel monastero di Voroneț. L’edificio ha pianta trilobata con abside ettagonale ed all’esterno presenta nicchie allungate. La cupola, invece, è esagonale, presenta tracce di affreschi negli archetti ciechi, ed ha un doppio tamburo stellare.

Negli anni 50 e 60 del ‘500 il monastero ha subito ampi lavori di restauro.

Esternamente la chiesa è stata dipinta negli anni 30 del ‘500, ai tempi di Petru Rareș con affreschi raffinati ed estremamente realistici, che rappresentano scene di vita quotidiana, e personaggi umanizzati. Il colore predominante è il giallo-ocra, e lo schema è quello liturgico moldavo. Nell’abside vediamo raffigurate le gerarchie celesti e terrene; il muro settentrionale, a sinistra, è piuttosto rovinato e presenta la Vita della Vergine, San Nicola, e la Scala delle Virtù; il muro meridionale, a destra, vede la rappresentazione dell’Albero di Jesse, l’Inno Icàtisto della Vergine, l’Assedio di Costantinopoli. Quest’ultima raffigurazione è di notevole spessore artistico, poiché possiamo osservare immediatamente lo stile realistico della scena, ma soprattutto l’utilizzo sapiente della prospettiva per donare enfasi alla tragedia.

Internamente la chiesa presenta altri affreschi che, ancora una volta, seguono il canone ortodosso. Questi dipinti risalgono a ‘600. Nel nartece la scena del Giudizio Finale con i monaci cattolici posti tra i dannati, simbolo delle battaglie religiose; sul portale del pronaos vediamo invece una Vergine misericordiosa, e sulla parete opposta la Vita di San Nicola; nella volta del pronaos vediamo una Vergine arante; nei pennacchi possiamo osservare i poeti bizantini; nel naos si scorgono scene della Passione ed il ritratto di Petru Rareș con i membri della sua famiglia.

Il refettorio è dei primi anni del ‘600 ed ospita un museo contenente oggetti religiosi, icone, manoscritti, il trono di Petru Rareș, straordinario, un’ancona scolpita e dipinta con i voivodi moldavi, tra i quali Alessandro Il Buono, (primo fondatore del monastero) e due epitaffi meravigliosi dell’epoca di Stefano Il Grande. La presenza dei manoscritti testimonia le attività culturali ed artistiche di questo luogo fino al ‘600.

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