Monastero di Horezu – uno dei più interessanti siti protetti dall’UNESCO

Innalzato ai piedi dei monti Capatzani, nella regione Oltenia, in un luogo isolato e ricco di fascino, dove la tranquillità ed il silenzio erano interrotti solo dai canti degli uccelli, il monastero Horezu ospita ogni anno migliaia di visitatori che rimangono impressionati per la sua eleganza e maestosità. E’ altro 14 metri e lungo 35 e dal 1995 è patrimonio UNESCO. Si tratta di una stupenda chiesa fortificata che dal 1872 ospita una comunità di monache che si prende cura di tutto il complesso ecclesiastico. Questo luogo ricco di spiritualità ospita anche una biblioteca formata da circa 4000 libri e manoscritti antichissimi, redatti in diverse lingue, e fortemente voluta dal principe Costantin Brancoveanu, fondatore di quest’edificio religioso e grande uomo di cultura che fece costruire qui una delle prime tipografie romene. Questa biblioteca custodisce alcune opere importantissime del XVI secolo: l’Odissea di Omero (stampata a Basel nel 1541), le Tragedie di Euripide (stampate a Basel nel 1551) e altri notevoli lavori di storici bizantini.
Il monastero Horezu è stato costruito alla fine del XVII secolo e si tratta di una delle costruzioni più rappresentative dello stile architettonico romeno o brancoviano. Infatti, riconosciamo in esso elementi tipici dell’architettura bizantina, islamica e rinascimentale, elementi che si intrecciano armoniosamente conferendo la sensazione di un perfetto equilibrio. Il monastero assume il nome dal villaggio che lo ospitava (ora una cittadina), il quale a sua volta prende il nome dagli animali che lo abitano, i cosiddetti „huhurezi” uccelli notturni che secondo la leggenda accompagnavano il lavoro dei muratori e degli artigiani nella costruzione del complesso religioso. L’attività lavorativa, infatti, si doveva svolgere esclusivamente di notte, per non farsi scoprire dai turchi.
Dal punto di vista architettonico il monastero di Horezu è suddiviso in tre parti: pronaos, naos e altare, presenta un portico con colonne finemente scolpite, file di arcate cieche sulle pareti esterne superiori, e due torri-campanile, non presenta sculture al suo interno, ma solo dipinti ed icone, senza differenziarsi quindi dagli altri monasteri ortodossi valacchi tipici di quell’epoca. Gli ornamenti, le arcate, le alte torri e le pareti scolpite con motivi floreali si combinano perfettamente conferendo molta eleganza al monumento. Un elemento decorativo degno di nota si trova sopra la scala principale: qui una tettoia simile a quella che si trova nelle case tradizionali contadine romene presenta un cornicione decorato con scene religiose, uccelli ed animali fantastici dipinti egregiamente, e questa è una caratteristica tipica dei monumenti religiosi brancoviani.
Sulle pareti interiori del monastero sono rappresentati i volti dei maestri artigiani che hanno realizzato la costruzione dell’edificio e i ritratti di alcuni membri delle tre dinastie sovrane che hanno governato la Valacchia: i Basarab, i Brancoveanu e i Cantacuzino. Sempre all’interno possiamo ammirare il meraviglioso catapeasma scolpito in legno e il trono dove sedeva il principe, anch’esso scolpito in legno e che presenta lo stemma dei Cantacuzino.
L’intero complesso monumentale si estende per 3 ettari e contiene ben 4 luoghi di culto:
Il monastero propriamente detto, fondato da Costantin Brancoveanu nel 1690;
La chiesa-ospedale fondata da Maria Brancoveanu, la moglie del principe, nel 1969;
L’eremo dei Santi Apostoli, fondato dall’Archimandrita Ioan nel 1698;
L’eremo „Santo Stefano” fondato da Stefan Brancoveanu, il figlio maggiore del voievoda, nel 1703.
Tutti questi edifici sono stati dipindi da artisti romeni, specializzati in dipinti murali ecclesiastici.

 

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