LA REGIONE MOLDAVIA E I SUOI PAESAGGI DA FAVOLA

Bucovina

LA REGIONE MOLDAVIA E I SUOI PAESAGGI DA FAVOLA

Ogni anno molti turisti visitano Bucarest e una piccola parte della Transilvania, pensando che altrove ci sia solo campagna e povertà. Pochi sono coscienti del fatto che il Settentrione della Romania sia invece altrettanto affascinante, se non, per certi aspetti, anche più ricco e più interessante. In quest’articolo conoscerai quindi la regione Moldavia e soprattutto una parte di essa, la famosa zona chiamata Bucovina, nota per i suoi paesaggi montani, ma soprattutto per una particolarità: i suoi monasteri dipinti non solo internamente, ma anche esternamente. Considereremo però la regione romena della Moldavia nel suo insieme, perché se è vero che i bellissimi monasteri affrescati esternamente sono monumenti UNESCO, è altrettanto vero che i Carpazi e le vallate moldave sono forse le vere bellezze di questa regione e che di monasteri se ne possono visitare molti in tutto il territorio della Moldavia. Questi ultimi, come il bellissimo monastero Neamț, non sono affrescati esternamente, perché sono più antichi, di un’altra epoca, esattamente del XV secolo, quando non andava di moda affrescare esternamente i luoghi di culto, ma presentano una specifica ornamentazione esterna e una grandiosa decorazione pittorica ed iconografica interna.

La Romania è infatti il paese più religioso d’Europa, nel senso che ospita un gran numero di fedeli, ma soprattutto ospita moltissimi monaci e moltissime monache. Per darvi solo l’idea della dimensione di questo fenomeno, ancora attualissimo, vi faccio presente che ad Agapia sono presenti più di 300 monache che convivono e che ogni giorno pregano e vivono secondo i ritmi della natura. Un vero e proprio villaggio di religiose! E’ qualcosa di meraviglioso. Il monastero Agapia è un luogo importantissimo non solo dal punto di vista religioso, ma anche dal punto di vista artistico, perché gli interni dell’edificio sono stati egregiamente dipinti da Nicolae Grigorescu nel corso del XIX secolo in stile rinascimentale. Nicolae Grigorescu all’epoca era un artista sconosciuto, il cui talento fu scoperto per la prima volta proprio dalla madre superiora del monastero Agapia. Fu lei che, dopo aver indetto un concorso per dipingere gli interni del monastero, notò con sorpresa come il giovane Grigorescu, di soli 20 anni, avesse creato un’eccezionale ed insolita icona con la Madonna. Questo luogo diventerà così anche un laboratorio artistico, dove le diverse monache daranno vita a molti lavori iconografici importanti sotto la supervisione e le indicazioni dell’artista e professore d’arte Grigorescu. Per vedere le opere d’arte di Nicolae dovete quindi andare a visitare il monastero Agapia, ma potete ammirare molti dei suoi quadri anche altrove, ad esempio nelle bellissime pinacoteche e nei musei d’arte della capitale e di Sibiu. Stiamo parlando del più grande artista romeno dell’epoca moderna di provenienza moldava.

Se il monastero Agapia è divenuto da qualche anno un museo all’aria aperta dove i turisti possono vedere come vivono le monache in Moldavia ed osservare le loro occupazioni, i loro mestieri, le loro abilità nel fare il pane, nel tessere tappeti e nel creare oggetti in ceramica, è altrettanto vero che, al monastero Neamț, possiamo invece conoscere una comunità religiosa maschile, perché qui troveremo solo monaci o frati. Oltre al monastero avrete la possibilità di visitare anche il museo ecclesiastico spiegato magnificamente da un monaco che, durante il periodo estivo, lavora come guida turistica all’interno del complesso religioso. Scoprirete come questo monastero non sia stato solo luogo confessionale notevole, ma anche un eccezionale laboratorio culturale, tant’è che, all’interno del museo, vedrete ben due strumenti che venivano utilizzati per stampare libri manualmente. Le prime tipografie in Romania si trovano infatti in questi complessi ecclesiastici dove si stampavano libri in slavo antico, in caratteri cirillici, o in greco, e solo successivamente in lingua romena con alfabeto latino.

In Moldavia però, come vi dicevo, sono i paesaggi a donare un vero spettacolo all’aria aperta. Monti e vallate verdi d’estate e bianche d’inverno, con la neve che cade a consistenti fiocchi e che regala solo splendore e candore. Imperdibile! L’estate nel Nord della Romania è mite da queste parti e quindi, se cercate di fuggire dall’afa e dallo smog cittadini, sappiate che qui troverete solo pace, aria pulita, acqua buona e fresca, e soprattutto molta serenità. Se poi avrete tempo di visitare anche il museo Ion Creanga vi divertirete molto perché scoprirete dove abitava lo scrittore di racconti per ragazzi più famoso della Romania. I personaggi delle sue fiabe, soprattutto animali, vengono così ben rappresentanti in questo museo da sembrare veri. Non lontano dal museo è inoltre possibile fare una sosta al parco naturale con i bisonti e i cervi. La Romania è infatti, assieme alla Bulgaria, l’unico paese europeo dove possiamo trovare ancora i bisonti europei. Si possono ammirare da vicino e si lasciano fotografare.

La Bucovina invece, come vi dicevo all’inizio dello scritto, è indubbiamente la zona dei monasteri affrescati. Pensate che monasteri come Moldovita, Sucevita, Voronet e Humor sono visitati ogni anno, soprattutto l’estate, ma anche a Pasqua e a Natale, da migliaia di pellegrini e turisti. Sono tutti ortodossi perché in questa regione si è diffusa e mantenuta, anche a gran fatica, la fede ortodossa. Pensiamo infatti che questo paese ha visto l’ascesa del comunismo già dal 1947, con l’abdicazione forzata del Re Michele di Romania, e questo regime si è mantenuto fino al dicembre del 1989. Nonostante tutto la fede ha vinto e questi luoghi emanano molta curiosità e fascino anche per questa ragione. Un motivo in più per visitare la Bucovina? Vi dico solo che il monastero Voroneț è soprannominato la Cappella Sistina della Romania. Credo che questo sia  sufficiente per invitarvi ad entrare in questa chiesa. Ma ricordatevi di osservarla bene anche dal di fuori perché sono i dipinti esterni, e soprattutto il Giudizio Universale della facciata, ad essere il punto forte di quest’edificio.

 

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